A volte desideri di essere un’altra persona. Dici “Ma perché proprio a me?”, ti guardi intorno e invidi tutti, perché perlomeno, dritta o storta, riescono a viverla la loro vita. Non sono come te, che non hai il coraggio neanche di affacciare il naso fuori dalla porta di casa. Pur di non sentire dolore, o paura, pur di non sentirli, preferisci non provare niente. E come dice quel film Un perdente non è colui che fallisce ma colui che non prova neanche per la paura di fallire. Beh questo è un mio classic. Essere una perdente? Anche. Non provarci nemmeno per paura di non farcela? Totale.
Poi ci pensi un po meglio però, e vedi quanta gente lotta con problemi molto più gravi dei tuoi e nonostante tutto li affronta, ci passa attraverso, ci fa pace, trova una soluzione. E allora da una parte preferisci essere te, che in fin dei conti hai problemi che a guardarne altri possono sembrare una cazzata estremamente risolvibile. Il problema è che ci pensi, ci ragioni, fai anche ragionamenti sensati che dovrebbero proiettarti in un modo nuovo di reagire, ma poi non fai comunque un cazzo, e aspetti non si sa quale miracolo debba avvenire, o quale eroe debba venire a salvarti sul suo cavallo bianco.
Sei fottuta, ingabbiata dalla paura e non riesci a uscirne. E la cosa brutta è che ti rendi conto di quanto è semplice, o almeno di quanto potrebbe esserlo, fare ciò che tu non riesci a fare. Ma non je la fai, punto. E allora aspetti, e il tempo passa e mo fai 34 anni e porca troia sono 4 anni che non fai un cazzo e allora tiri giù il calendario perche già sai che se non ti dai una smossa arriverai a 40 anni a dormire ancora nella tua cameretta e a parlare con un cazzo di foglio bianco su cui a stento riesci a scrivere due cazzate.
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