Camminare, parlare con qualcuno, fare una passeggiata all’aria aperta, andare a fare la spesa, fare un giro in auto. Cose che la maggior parte della gente fa senza neanche accorgersene. Cose che si danno per scontato, a cui non si da il giusto valore. Ma quando anche queste piccole cose diventano per te un’impresa immane inizi a rivalutarle e a dire: quanto ero fortunata a farle? Quanto cazzo ero fortunata a darle per scontato? A volte anche respirare diventa un atto di coraggio. Inizi a respirare troppo o troppo poco, la testa gira, il cuore batte e gli occhi si offuscano, e tutto ciò che vorresti fare è piangere, disperarti, perché ogni passo è una sconfitta, ogni paura un passo indietro. E cosi via.

Spiegare quello che mi succede non è semplice e, nella maggior parte dei casi, con la maggior parte delle persone non è neanche quello che voglio fare. Per anni ho cercato qualcuno che mi comprendesse, che capisse esattamente cosa provavo. Solo dopo ho capito che questo non era possibile. C’è anche chi ce l ha messa tutta per capire, per entrare in me. L’amore spinge a imprese meravigliose. Ma ho capito proprio li che anche l’essere capita non risolveva i miei problemi.


Mi sveglio, apro gli occhi e penso: Non era un incubo, oggi non sarà diverso da ieri, anche oggi non ce la farò e sarà il solito fallimento.

Che poi, in un modo o in un altro, in realtà, ce la faccio da sedici anni. Ho tatuato sul collo un’araba fenice. Tatuaggio un po' scontato lo so. MA nel mio caso mai più azzeccato. A simboleggiare i miei periodi di crisi nera da cui sono rinata ogni fottuta volta. Ma a sto giro sembra non finire mai. La fenice continua a bruciare e non si vedono ceneri da cui rinascere. Cerco di non darmi per vinta, ma più passano i giorni, i mesi e gli anni e meno vedo luce. Un detto dice che non c’è notte che non veda il giorno. Beh, questa notte ragazzi è proprio lunga e scura. Forse la mia testa crede di essere in uno di quei paesi dove la notte dura sei mesi. Beh noi lo si aspetta il giorno, ma la luce non arriva, non filtra da nessuna parte. Tutto è buio e tutto è ombra.

Che poi, anche questo è una gran cazzata. Non voglio più dare per scontato le cose come ho sempre fatto. Sono viva, ho la mia famiglia, un tetto sulla testa, qualche amico che si preoccupa per me nonostante la mia tendenza a scomparire nel nulla. Quindi perlomeno, se la notte è buia c’è la luna a farmi un po di compagnia, pensiamola cosi va, così i pensieri suicidi rimangono in quell’angolo egoista e bastardo del nostro cervello.



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